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Monete Romane - Denario dell'Imperatore Marco Aurelio Argento AR3
Denario d'argento dell'Imperatore Marco Aurelio, coniato nel 175 DC. Nella parte anterione riporta la testa laureata dell'imperatore e le lettere: MANTONINVS AVG  GERMSARM (Marcus Antoninus Augustus Germanicus Sarmaticus). Nel retro una figura seduta che simboleggia la  Sicurezza con in mano uno scettro e con intorno le lettere SECVRITPVBTRPXXIX e sotto la figura le lettere IMPVIII/COSIII (Anno del conio 175 / Console per la terza volta nel 161) * Marco Annio Catilo Severo noto poi con il nome di Marco Aurelio nacque a Roma il 26 aprile del 121 d.C. Il suo regno fece parte del periodo aureo dell'Impero Romano, e fu volto al consolidamento delle difese e dei confini. Il regno di Marco Aurelio inizio' dal 161 anno della scomparsa di Antonino Pio e continuo' fino al 180, questi 19 anni di regno trascorsero in un susseguirsi quasi ininterrotto di campagne militari, pur essendo l'indole dell'Imperatore portata verso interessi umanistici e filosofici. Le campagne militari piu' importati furono due, quella verso i Parti, nel confine orientale dell'Impero e quella verso i Germani che erano arrivati ad invadere le province nord orientali dell'Italia. La campagna orientale termino' nel 163 con la sconfitta dei Parti e la riconquista da parte delle legioni romane di tutta l'Armenia e della Mesopotamia. Nel 167 inizio' l'invasione della frontiera danubiana da parte di popolazioni barbariche di Quadi e Marcomanni. Gli invasori sfondarono il confine danubiano ed arrivano fino all'attuale Regione Veneto mettendo sotto assedio Aquileia. La risposta di Marco Aurelio non tardo' a concretizzarsi, e non ostante le sue legioni fossero perseguitate anche dalla pestilenza riusci' prima a contenere i barbari e poi a respingerli oltre il Danubio. La campagna termino' nel 175 ma l'Imperatore trascorse i rimanenti cinque anni del suo regno a fortificare e a consolidare la regione danubiana. Marco Aurelio mori' a Vienna (Vindobona) nel 180 lasciando l'impero nelle  mani del figlio Commodo gia' da molti anni suo coadiutore e Console dell'Impero.


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