| Esempio delle piu' larghe monete romane, questo sesterzio
fu coniato nella zecca di Roma durante il regno dell'Imperatore Adriano. Nella parte
davanti ha la testa laureata di Adriano e le lettere HADRIANUS AVG COSIIIPP
(Adriano Augusto, Console 3 volte, Padre della
Patria), nella parte
posteriore c'e' la figura in piedi della dea Fortuna con in mano patera e
cornucopia, le lettere S C significano Senatus Consulto (Decreto
del Senato); intorno alla figura sono poco visibili le lettere FORTUNA AVG.
* Adriano, fu imperatore romano dal 117 al 138 DC;
egli nacque a Italica, una cittadina della Spagna, da una famiglia benestante. Il padre, Publio Elio Afro, era imparentato con Traiano.
Il suo avvento al potere fu conseguente a una presunta nomina effettuata da Traiano morente.
La ratifica da parte dell'esercito, lo acclamò il nuovo imperatore nel
117. La fulmineità dell'ascesa al potere, accompagnata dall'eliminazione fisica dei principali potenziali dissidenti o concorrenti, portò ad un insediamento rapido, seguito da un continuo rafforzamento che durò per tutto il ventennio in cui Adriano rimase al potere. Fu uno degli imperatori
romani considerati "buoni" e non eliminati violentemente in una congiura. Anche la designazione del successore e il suo insediamento, dopo la morte di Adriano, non furono ostacolati.
Abbandono' le conquiste di Traiano in Mesopotamia, considerandole
giustamente indifendibili, a causa delle immani distanze dal centro
dell'impero e dello sforzo logistico necessario per far giungere
rifornimenti a quelle latitudini. La politica di Adriano fu tesa a
consolidare i confini e a renderli difendibili con attenzione ai costi.
Dedico' la sua vita al rafforzamento dell'Impero e del potere imperiale,
al miglioramento della burocrazia, viaggio' continuamente visitando tutte
le province, fece costruire il famoso Vallo di Adriano nel confine tra
Britannia e Scozia. Per mantenere alto il morale delle truppe e non
lasciarle troppo indipendenti, Adriano stabilì intensi piani di
addestramento, ispezionando personalmente le Legioni nel corso dei suoi
continui viaggi. Poiché non era incline, già dai tempi delle campagne
daciche, a distinguersi per lussi particolari, si spostava a cavallo e
condivideva in tutto la vita rude dei legionari. Naturalmente in caso di necessita' Adriano
poteva trasformarsi in efficente comandante, come dovette fare ad esempio
per soffocare una ribellione degli Ebrei in Giudea. Adriano fu un umanista, profondamente ellenofilo nei gusti. Molto noto è il legame sentimentale con un giovane greco: Antinoo. Nel 130, durante un viaggio in Egitto, Antinoo misteriosamente cadde nel Nilo e
annego'. Sulla sua morte furono sollevati molte illazioni ma la soluzione
del mistero rimase per sempre oscura e non si pote' escludere che si fosse
trattato di suicidio o di omicidio.
Travolto dal dolore, Adriano, in onore del defunto, fondò la città egiziana di Antinopoli, nella quale fece edificare un tempio dedicato al culto di Antinoo divinizzato, assimilato al dio egizio Osiride. Per il resto della vita Adriano commissionò centinaia (se non migliaia) di statue di
Antinoo. Nel 135 Adriano fece ritorno definitivamente a Roma, e sentendosi
ormai prossimo alla fine si diede da fare per trovare un successore. Alla
fine adotto' Tito Elio Antonino designandolo come nuovo imperatore. Malato
di idropisia Adriano mori' nel 138 DC dopo molti tormenti e sofferenze
provocate dalla malattia. |